La Bianchina e il revisionismo storico

Vabbè, non è così grave.

Visto che abbiamo rifatto la Fiat 500, a questo punto vale la pena di tentare anche con l’Autobianchi Bianchina. Automobile vittima di un malevolo revisionismo storico, o megli, cinematografico.
In realtà nacque posizionandosi un gradino più in alto rispetto alla 500. Era più sfiziosa, aveva 3 volumi e voleva sembrare più ‘automobile’. Tutte le Autobianchi sono sempre state un quid più eleganti delle sorelle Fiat: La Y10 aveva una clientela più attenta allo stile rispetto a chi comprava Panda, lo stesso vale per la Lancia Y paragonata alla Punto. Sfortunatamente, la lunga saga cinematografica di Fantozzi ha decontestualizzato la tanto carina Bianchina in un’epoca successiva e l’ha stigmatizzata a simbolo di fallimento professionale. Peccato, perché il progetto (contestualizzato nel suo periodo storico corretto) non era affatto male. Il punto è che, nell’immaginario collettivo, basta che una figura mediatica diffonda una visione e il pubblico tende a farne uno stereotipo. Intendiamoci, parlo di immaginario nazional popolare, poiché l’insider del settore e il connoisseur appassionato mantengono una rinfrancante autonomia di pensiero basata sull’approfondimento e sull’esperienza. Non è questo un affondo balzano e delirante contro i mass-media, si tratta solo di correggere un piccolo torto e di lasciare una traccia più attinente alla realtà per chi vorrà capirne di più della simpatica Bianchina.